Lo ’scudo’ che rilancia l’economia
Il dato di fine anno parla di 93-95 miliardi di euro rientrati in Italia, pari a circa 180 mila miliardi di vecchie lire, di cui circa cinque finiranno nelle casse dello Stato. Il successo di questa operazione, dal punto di vista economico-finanziario, è indubbio: lo hanno riconosciuto anche fonti estere, come il quotidiano francese Le Monde, non certo tenere con l’Italia di Berlusconi. Specie se confrontato con analoghe iniziative, come quella francese, che hanno dato ben più magri risultati.
La scommessa, quindi, è stata vinta e i circa 5 miliardi di euro che affluiscono alle casse dello Stato non solo verranno utilizzati principalmente per rafforzare le basi strutturali del sistema, affluendo ad esempio sulla ricerca, ma aprono la strada, sebbene con cautela, a qualche riduzione delle tasse. Come ha confermato Tremonti, si è iniziato “a ragionare con il presidente del Consiglio sul fatto che è arrivato il momento di guardare a prospettive di riforma”, a partire da quella fiscale, che il ministro dell’Economia giudica “fondamentale”.
È difficile contestare il successo di questa operazione condotta dal Governo con determinazione di fronte alla crisi finanziaria esplosa un anno e mezzo fa. Una manovra ispirata a gradualità e prudenza, iniziata con un punto fermo: garantire i risparmi, proseguita con l’offerta alle banche dei bond, ove richiesti e necessari, e completata con lo scudo fiscale che, riportando in Italia una massa ingente di denaro, e qualcosa di rilevante anche alle casse dello Stato, beneficerà nel complesso l’economia e consentirà di approfittare dei segnali di ripresa, particolarmente evidenti in Italia, come riconosciuto da fonti internazionali.
Di particolare importanza non sono tanto i miliardi che affluiscono all’Erario, ma il denaro che entrerà in circolo, aumentando consumi e soprattutto investimenti. Secondo i calcoli del viceministro Giuseppe Vegas, “il calo di circa il 5% di Pil subito dall’Italia viene recuperato”. Per il 2010, le previsioni del Fondo monetario internazionale, riguardanti l’Italia, parlano di un +0,2%, che rappresentano un bel salto dal -5,1% del 2009: in pratica, lo stesso livello della Germania. Con il vantaggio di un’inflazione calata allo 0,8% nel 2009 che offre adesso l’opportunità di accrescere finalmente in modo concreto la produttività del sistema-Italia, a condizione che le parti sociali diano la precedenza a considerazioni di medio-lungo termine e non strumentalizzino il dato sulle differenze di retribuzione che hanno molte cause.
Il successo dello scudo fiscale rappresenta l’equivalente di dieci volte l’ultima Finanziaria, consistente in risorse fresche che si immettono nel sistema economico. Si comprende allora perché una parte dell’opposizione batta pentole e tamburi per distrarre su altri temi l’opinione pubblica. Ma questo deve incitare la maggioranza a far sapere ciò che è stato fatto e deve indurla a ritenere che solo la propria compattezza consentirà al Paese di riprendere a correre, a vantaggio anche del consenso che ricadrà sulla maggioranza stessa.
I risultati finanziari sono stati completati dalle anticipazioni fornite sulle entrate fiscali, risultate in aumento nel 2009 rispetto al 2008, sebbene si sia trattato di un anno di crisi. Segno evidente dell’efficacia della lotta contro l’evasione. Un’altra smentita della tesi dell’opposizione secondo la quale questo Governo premierebbe gli evasori e gli elusori.





