05 febbraio 2010

Legittimo impedimento: i punti-chiave

giustiziaE’ diritto a governare, non privilegio

Con 316 voti a favore, 239 contrari e 40 astensioni, l’aula della Camera ha approvato la proposta di legge sul legittimo impedimento per il presidente del Consiglio e per i ministri a comparire in udienza nei processi penali per i prossimi 18 mesi. Il Pd e l’Italia dei Valori hanno votato contro, l’Udc si e’ astenuta. Ora il testo passa al Senato.

Ecco che cosa prevede:

Legge ponte – Le “disposizioni sull’impedimento a comparire in udienza”, pensate per “consentire al presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge”, sono una legge-ponte che restera’ in vigore fino all’approvazione di un Lodo Alfano-bis costituzionale e comunque non piu’ di 18 mesi.

Rinvio per imputati, non per parte lesa – Il legittimo impedimento rinvia di un periodo fino a sei mesi le udienze. Si puo’ chiedere un rinnovo del rinvio. Viene applicato se chi ne beneficia e’ coinvolto come imputato in un processo e non quando e’ parte lesa. Viene inoltre specificato che viene considerata legittimo impedimento per il premier e per i ministri ogni attivita’ “coessenziale” alle funzioni di governo.

Autocertificazione – Il provvedimento prevede che il legittimo impedimento per il presidente del Consiglio e per i ministri a comparire in udienza potra’ essere autocertificato da Palazzo Chigi ”ove la presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l’impedimento e’ continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo ad udienza successiva al periodo indicato”.

- I commenti -

Angelino Alfano – ”Il legittimo impedimento altro non e’ che il diritto a governare da parte di chi ha vinto le elezioni, potendo godere non di un privilegio ma di un legittimo diritto a sottoporsi al processo senza che tale processo gli impedisca di governare. E’ la strada che consente di coniugare il diritto del cittadino-presidente del Consiglio a difendersi nel processo e il dovere del presidente del consiglio, in quanto tale, ad adempiere al proprio mandato di governo che gli e’ stato conferito”.

Umberto Bossi – ”Una legge sul legittimo impedimento andava fatta e l’abbiamo fatta. E’ andata, c’e’ sempre qualche moralista ma questa e’ la dimostrazione che la maggioranza e’ molto forte”.

Fabrizio Cicchitto – “La proposta d’introduzione dell’istituto del legittimo impedimento mira a superare il conflitto tra la tutela dell’organizzazione e dell’esercizio dell’attivita’ del Presidente del Consiglio e dei membri del Governo, – espressione, di una maggioranza legittimata dall’indicazione popolare attraverso il voto, – e l’attivita’ giurisdizionale diretta ad accertare la responsabilita’ delle stesse cariche istituzionali per eventuali reati”.

Antonio Leone – “Ora i gruppi giustizialisti sempre attivi nella sinistra e in certi settori dell’informazione per perseguire l’eliminazione di Berlusconi per via giudiziaria, hanno le armi molto piu’ spuntate e questo e’ un bene per il Paese e per la politica. La maggioranza ha dato prova di grande compattezza e questa e’ stata la migliore risposta per quella parte di magistratura che in poco piu’ di due mesi aveva deciso di chiamare in aula Berlusconi per ben 22 volte, un’udienza ogni tre giorni”.

Maurizio Lupi – ”Non possiamo che accogliere positivamente l’approvazione del provvedimento sul legittimo impedimento che segna la sconfitta di quel giustizialismo che ha danneggiato in maniere profonda la politica e la societa’ italiana. Con il suo voto il Parlamento fissa finalmente un principio fondamentale per la nostra democrazia: il Paese ha bisogno di un Presidente del Consiglio che lavori a tempo pieno per risolvere i guasti del passato e vincere le sfide del futuro. E questo non puo’ accadere se e’ costretto a passare parte del suo tempo a difendersi da improbabili teoremi giudiziari. Cio’ nonostante il voto di oggi conferma anche che c’e’ una parte dell’opposizione che ancora fatica a distinguere tra avversari e nemici e trova piu’ comoda l’invettiva e la demonizzazione piuttosto che il confronto nel merito dei problemi. Da questo punto di vista, e mi rivolgo soprattutto ai colleghi del Pd, si tratta indubbiamente di un’occasione persa”.