Il governo combatte la corruzione
Sono giorni decisivi per la stretta anti-corruzione voluta dal premier e che il governo varerà nel consiglio dei ministri di lunedì. I ministri Alfano, Calderoli e Brunetta stanno lavorando per mettere in connessione i tre capitoli su cui si baserà il disegno di legge. Il governo ha deciso di allargare lo spettro del suo intervento non limitandosi più solo alle sanzioni: i tre punti del ddl riguarderanno, infatti, la trasparenza nella pubblica amministrazione, i controlli negli Enti locali e pene più aspre nei confronti di chi usa denaro pubblico per fini privati o di chi intasca i soldi dei contribuenti.
Per arginare la nuova questione morale che sta inquinando la politica, dunque, si procederà su due livelli: repressione con pene inasprite per i corrotti, ma anche prevenzione facendo sì che l’efficienza della pubblica amministrazione e degli enti locali, con un drastico snellimento delle procedure, sia un freno e un argine alla corruzione. Il problema, tecnico-giuridico ma anche politico, è di mettere a punto un testo che, per quanto riguarda l’aspetto penale, sia efficace e al tempo stesso non si presti a diventare un ulteriore strumento di pressione giudiziaria sulla politica e che non presti il fianco a possibili questioni di costituzionalità.
Ma nell’agenda del governo c’è anche in primissimo piano il problema delle intercettazioni che restano uno strumento indispensabile per chi investiga, ma che vanno regolamentate perché sempre più spesso finiscono per diventare delle fabbriche di fango in cui è difficile distinguere perfino tra malfattori e vittime. La cosa più importante, comunque, è dare un segnale forte all’opinione pubblica per rassicurarla che non siamo nel mezzo di una nuova Tangentopoli. Se si alimentasse questa convinzione, si rischierebbe di aprire una frattura tra la classe dirigente e i cittadini che solo la discesa in campo di Berlusconi aveva scongiurato.
La situazione dunque richiede un’assunzione di responsabilità della politica, proprio per evitare supplenze della magistratura, e la legge contro i corrotti va proprio in questa direzione. E’ irresponsabile, a questo proposito, che il Pd – con Bersani e Finocchiaro in testa – continui a sparare bordate sul legittimo impedimento e sulla prescrizione breve, fingendo di ignorare l’accanimento giudiziario di una parte della magistratura contro il premier. Su questo punto, fortunatamente, la maggioranza è invece compatta. “Io convengo sul fatto – ha detto ad esempio Fini – che occorra un provvedimento a tutela del premier contro il quale è assodato che ci sia stato in passato e che ci sia ancora del fumus persecutionis”.
Avanti tutta, dunque, col legittimo impedimento, lo strumento legislativo che impedisce le prevaricazioni della corporazione giudiziaria sul potere politico e serve dunque a garantire la governabilità indispensabile a varare le riforme che il Paese chiede da tempo. Il provvedimento ha infatti una funzione-ponte verso riforme costituzionali che regolino i rapporti tra magistratura e politica, nella convinzione che la valutazione del merito e dei tempi dell’attività del governo non può competere al potere giudiziario.
Lupi: combattere la corruzione senza se e senza ma
”La corruzione e’ un fenomeno grave e pertanto va combattuto senza se e senza ma. Non ci deve essere alcun equivoco. In questo quadro le intercettazioni rappresentano uno strumento indispensabile per la prevenzione e la lotta alla criminalita’ ma e’ sbagliato quando, come sta avvenendo in questi giorni con la loro pubblicazione, si trasformano in un arma di lotta politica o, peggio ancora, vengono utilizzate con l’unico scopo di denigrare le persone e gettare fango su quelli che vengono individuati come ‘nemici da abbattere’. Proprio per questo occorre una regolamentazione del settore”.
Cosi’ Maurizio Lupi, Vice Presidente Pdl della Camera dei deputati, che osserva: ”dispiace che l’on. Bersani continui a fare campagna elettorale e che torni all’antico peccato del Pd: attaccare la maggioranza invece di confrontarsi nel merito delle questioni”.





