Al Ballottaggio!!
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Da lanazione.it
Matteo Renzi, candidato sindaco del centrosinistra per Palazzo Vecchio, non nasconde la sua delusione: “Sono almeno un paio di punti percentuali in meno rispetto a quelli che mi aspettavo”. Giovanni Galli dal fronte del centrodestra, con il suo 32 per cento, chiosa: “Sono deluso anch’io. Ed è la prima volta che siamo d’accordo su qualcosa”. Renzi ammette: “Da giorni in città non respiravo la stessa aria delle primarie”. E di questo si assume la piena responsabilità: “Non siamo riusciti a creare lo stesso clima. Ora dobbiamo ricominciare tutto da capo. Porta a porta”. Tono tranquillo.
Da giorni Renzi gira con gli ultimi ’sondaggini’ in tasca che gli davano per certo il secondo turno. Ha tempo per digerire lo schiaffo, cioè i quindici giorni di campagna elettorale aggiuntiva che lo aspettano. Anche se il trionfatore delle primarie lascia bene intendere che sperava in una vittoria al primo turno. Su un punto Renzi non recede: “Ora non faremo accordicchi, la sinistra ha dato un segnale forte, ma non faremo accordi politici con i suoi esponenti. Abbiamo scelto una battaglia a viso aperto in nome della governabilità. Nessun accordo nemmeno con l’Udc”. E ‘nessuno’ vuol dire la sinistra radicale, proprio quella che lo ha spinto al ballottaggio impedendogli la vittoria al primo colpo.
Il richiamo ‘al voto utile’ delle ultime settimane non è bastato a tacitare gli scontenti del Pd che hanno virato a sinistra. Valdo Spini (‘Spini per Firenze’ e Ornella De Zordo (‘Per un’altra città’) sono soddisfatti. Spini, politico di lunga carriera, col suo 8,3% lascia per ora la porta aperta. La professoressa De Zordo (al 4,08) non cambia la sua posizione: “La vera alternativa al Pd siamo noi”. La parola accordi non fa parte del suo vocabolario: darà libertà di voto.
Galli, attorniato da amici, parenti e sostenitori, è comunque sereno e fiducioso: “Quando siamo partiti sapevamo di affrontare un candidato forte, tosto. Ma i fiorentini non sono stupidi, non si lasciano imbambolare dai discorsi: hanno capito che la candidatura di Renzi andava in scia di continuità con il governo di Domenici e hanno dato il segnale di forte cambiamento”. Secondo Galli “Firenze ha bisogno di persone che l’ascoltino e non di programmi calati dall’alto da un partito”. Con chi si alleerà il candidato del centrodestra? “Al mio progetto hanno aderito sei liste - dice -. Chi vuol venire è bene accetto, ma nessun compromesso è possibile”.
Prc, Pdci e Verdi non entreranno in consiglio. E la spaccatura fra l’Udc e Mario Razzanelli (‘Firenze c’è’) ha cancellato il partito di Casini dalla Sala de’ Dugento





